Chi siamo: la storia di Grana e Pialla
Un capannone, un'idea e tanta segatura
Nel 2008 Marco Finetti ha preso in affitto un capannone di 180 metri quadrati alle porte di Bergamo, ha sistemato una pialla a filo usata contro la parete di sinistra, ha appeso qualche attrezzo su una rastrelliera di ferro e ha cominciato a lavorare. Niente di grandioso, almeno all'inizio. Solo lui, il legno e la convinzione ostinata che ogni asse avesse già dentro di sé la forma giusta, e che il mestiere del falegname fosse essenzialmente questo: trovarla senza forzarla.
Grana e Pialla nasce da quell'intuizione semplice. Il nome stesso viene da due gesti fondamentali della lavorazione: sentire la grana del legno con la mano aperta, capire dove vuole andare la fibra, e poi passarci sopra la pialla seguendo quella direzione, non contrastandola. Marco lo aveva imparato da suo padre, che aveva un piccolo laboratorio a Clusone e riparava sedie e infissi per i paesi della Val Seriana. Non era un'ebanisteria di lusso, era un posto dove si aggiustava quello che si poteva aggiustare. Quella sobrietà è rimasta.
Come siamo cresciuti, senza fretta
Nei primi anni il lavoro arrivava piano, come capita sempre quando si parte da zero. Marco ha costruito tavoli su misura per qualche privato, ha realizzato una cucina in rovere massello per una famiglia di Alzano Lombardo, ha fatto e rifatto bozze, ha sbagliato qualche giunto e lo ha rifatto meglio. La reputazione si costruisce così, pezzo per pezzo, non attraverso le brochure.
Verso il 2013 il laboratorio aveva già bisogno di più spazio e soprattutto di altre mani. Marco ha chiamato Davide Rota, che aveva appena finito un corso di falegnameria a Brescia e cercava un posto dove imparare sul serio. Davide è ancora qui, oggi è il responsabile della lavorazione CNC e gestisce la parte di progettazione assistita. Poi, intorno al 2017, si è aggiunta Francesca Conti, che si occupa dei rapporti con i clienti e del coordinamento dei cantieri: è lei che fa in modo che una cucina pensata in laboratorio arrivi montata a casa nel giorno stabilito, senza sorprese.
Oggi nel laboratorio lavorano in sei, tra falegnami e collaboratori esterni che chiamiamo per i progetti più grandi. Lo spazio è cresciuto, ma è rimasto nello stesso capannone originale, ampliato due volte fino agli attuali 420 metri quadrati. Non abbiamo aperto altri sedi. Preferiamo fare bene una cosa sola nel posto dove la conosciamo.
Il legno che usiamo e il modo in cui lo scegliamo
Lavoriamo quasi esclusivamente con legno massello: rovere, noce nazionale, castagno, ciliegio, frassino. In alcuni casi usiamo il multistrato di betulla per le strutture interne, quando la stabilità lo richiede, ma lo diciamo sempre al cliente prima di cominciare. Non mischiamo materiali senza spiegare perché.
Il legno lo acquistiamo da due fornitori lombardi con cui lavoriamo da più di dieci anni. Le tavole arrivano al laboratorio verdi o semi-stagionate e le lasciamo riposare nel deposito coperto finché non sono pronte. Questo rallenta i tempi, è vero, ma un mobile fatto con legno stagionato male si deforma nel giro di un inverno. Preferiamo aspettare.
Cosa facciamo concretamente
Progettiamo e costruiamo mobili su misura: cucine, librerie, armadi, tavoli, porte interne, boiserie, elementi su disegno per ristoranti e uffici. Lavoriamo sia per privati che per studi di architettura e interior design della provincia di Bergamo e delle zone limitrofe. Se avete un progetto in mente, anche solo abbozzato su un foglio, venite a trovarci in laboratorio oppure chiamateci: guardiamo insieme lo spazio, ragioniamo sui materiali e vi diciamo onestamente cosa si può fare e cosa no.
Dopo 18 anni di lavoro, la cosa di cui andiamo più fieri non è un mobile in particolare. E un cliente che torna, o che manda un amico. Quello vale più di qualsiasi altra cosa.